Cittadinanza Attiva Molise
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ORGANI DIRIGENTI

  • Segretario regionale   -  Dottor Marco Ferraro

 

  • Segreteria regionale:

     

    • Segretario Amministrativo  -  Margherita Galasso

    • Coordinatore Rete Tribunale per i Diritti del Malato - Dottor Mario Vitarelli

    • Coordinatore Rete Scuola di Cittadinanzattiva - Dottor Angelo Di Monaco

    • Coordinatore Rete Giustizia per i Diritti - Avv. Silvio Tolesino

     

  • Assemblea di Campobasso:

    • Coordinatore  -  Dott.ssa Giovanna Pizzuto

    • Rete Tribunale per i Diritti del Malato  -  Antonella Fiorilli

    • Rete Scuola di Cittadinanzattiva  -  Rosa Di Paola

     

  • Assemblea di Termoli:

    • Coordinatore  -  Maria Vincenza Varanese

    • Rete Tribunale per i Diritti del Malato - Dottor Angelo Michele Cieri

    • Rete Scuola di Cittadinanzattiva - Erminia Malagoli

 

         

         

         

         

         

        LA STORIA DI CITTADINANZATTIVA MOLISE

         

        • 1991: Un gruppo di cittadini ed operatori sanitari presentano, sulla scorta delle richieste e delle segnalazioni degli utenti, ad Isernia e Campobasso, le Carte dei Diritti del Malato. Ad Isernia la presentazione avviene presso l’Ospedale Veneziale mentre a Campobasso presso la sala consiliare del Comune;

        • 1992: a settembre si svolge il primo congresso regionale dell’allora Movimento Federativo Democratico con la costituzione delle diverse reti e dei centri per i diritti del malato nei diversi ospedali della regione. La Regione Molise delibera l’accoglimento dei diritti del malato con apposita Delibera di giunta e sostiene un progetto ideato dalla Cisl Molise che consente la presenza costante di giovani inoccupati presso l’Ospedale Cardarelli, i quali svolgono attività di sostegno e risposta ai bisogni ed alle richieste dei ricoverati. In quello stesso anno gli studenti del Liceo Artistico di Campobasso abbelliscono, con quadri e disegni, i muri del nosocomio. Al Tribunale per i Diritti del Malato viene affidata dalla Regione la stesura di un rapporto sullo stato di attuazione dei diritti del malato, rapporto che viene redatto in collaborazione con esperti di “Scienze della Cittadinanza” di Roma; il lavoro sul campo venne effettuato da semplici cittadini convocati dal Movimento per realizzare insieme tale impresa;

        • 1993: a giugno viene redatto l’atto notarile di costituzione del Movimento Federativo Democratico del Molise; inizia l’attività di promozione sociale degli anziani con l’organizzazione di incontri con esperti sanitari sulla prevenzione e cura delle patologie che colpiscono la terza età;

        • 1994: il Movimento Federativo Democratico promuove la costituzione del “Centro Sociale Anziani l’Incontro” che organizza attività culturali, ricreative e di promozione della salute fisica e psichica degli anziani da cui, negli anni successivi, nasceranno nuovi centri nei diversi quartieri e l’Università della Terza Età. Dopo una faticosa trattativa tra Regione Molise, Tribunale per i Diritti del Malato e Associazioni di malati, la Regione Molise delibera per il rimborso delle spese non sanitarie dei malati costretti a cure extraregionali ed extranazionali;

        • 1995-1996: viene svolta attività di sostegno e promozione di associazioni di malati, soprattutto in ambito pediatrico, oncologico e psichiatrico, da cui scaturiranno l’Ospedale di Andrea, Molise-Donna e Vivere-Insieme;

        • 1997: La regione Molise approva la legge n° 28 “Tutela dei diritti del Malato”, tuttora in vigore, che, redatta in collaborazione con il Tribunale per i Diritti del Malato, risulta una delle migliori in Italia. Un protocollo con il Comune di Campobasso consente la redazione di rapporti annuali sulle condizioni dei servizi sanitari della città di Campobasso, ottenuti dall’analisi delle segnalazioni raccolte dal Tribunale per i Diritti del Malato, con la finalità di indicare i punti di forza e le criticità del sistema sanitario locale;

        • 1998-1999: il Movimento Federativo Democratico Molise partecipa a tutte le campagne nazionali in ambito sanitario e non (Audit-Civico, Ospedale Sicuro, Pit Salute, Buone Pratiche in sanità, Pit Servizi, Scuole Sicure, Abbattiamo le Barriere) coinvolgendo sempre gli operatori dei servizi e le Associazioni di volontariato presenti sul territorio. In questi stessi anni promuove una battaglia per l’apertura di un reparto di radioterapia nella regione ricorrendo anche all’occupazione della sede regionale insieme a sindacati, consiglieri comunali di vari Comuni della regione e Associazioni di volontariato, raccogliendo 13.000 firme;

        • 2000: con il Congresso nazionale di Chianciano il Movimento Federativo Democratico cambia denominazione e diventa Associazione Cittadinanzattiva;

        • 2002: viene sottoscritto tra le Associazioni, il Tribunale per i Diritti del Malato e l’ASL di Campobasso un protocollo d’intesa per la riduzione dei tempi di attesa delle prestazioni sanitarie, l’accoglienza nei servizi sanitari dei portatori di handicap e il follow-up dei pazienti diabetici;

           

           

           

           

           

           

           

          LA STORIA DI CITTADINANZATTIVA

           

          • Cittadinanzattiva nasce con il nome di Movimento Federativo Democratico nel 1978 dall’iniziativa comune di una trentina di gruppi di giovani cattolici, d’ispirazione democratica, desiderosi di sperimentare nuove forme di azione politica per il cittadino, “alle radici dell’erba” della società italiana, in polemica ma non in alternativa rispetto alle forme tradizionali della politica. Il Movimento è da subito laico e aperto a tutti.

          • Nel decennio 1980-1989 il Movimento vive la sua fase di fondazione, in particolare con l’ideazione e promozione di iniziative di “democrazia diretta”, volte a coinvolgere i cittadini quali attori per la tutela dei propri diritti nei campi della vita pubblica come la salute (con il Tribunale per i diritti del malato), la protezione civile, i servizi pubblici e i servizi per le donne, l’ordine pubblico e la questione giovanile. In un decennio dove domina la partitocrazia, la posizione del Movimento, che lavora per non costituire un partito e praticare l’autonoma iniziativa politica dei cittadini senza presentarsi alle elezioni, è decisamente un elemento di rottura e a molti appare ingenua o velleitaria.

          • Nel decennio 1989-1998 il Movimento vive la sua fase di consolidamento e legittimazione. La sua presenza nella società italiana è ormai riconosciuta e influente, anche in forza della crisi della partitocrazia e del tramonto delle tradizionali culture politiche. A questo periodo risalgono interventi decisivi nel campo della riforma della sanità (articolo 14 sui diritti dei cittadini), delle autonomie locali (inserimento del difensore civico e di istituti di partecipazione negli statuti comunali e provinciali), dei servizi pubblici (norme sulla partecipazione dei cittadini nella direttiva Ciampi-Cassese sulle carte dei servizi).

          • Il Movimento è presente durante la crisi istituzionale che investe la vita pubblica, facendo emergere i danni che la questione morale ha provocato ai diritti dei cittadini; sostiene inoltre con i referendum elettorali e iniziative come “Parte civile” con Fuci e Legambiente, l’idea di una democrazia in cui i cittadini, come elettori e soggetti attivi nelle politiche pubbliche, contano di più. È di questo periodo l’esperimento di costruzione di una “rappresentanza civica”: tutti i cittadini interessati sono invitati ad eleggere i propri rappresentanti nei congressi del Movimento (saranno 300.000 a farlo nel 1992); viene inoltre sperimentata una rete permanente di monitoraggio sullo stato dei diritti dei cittadini in tutto il territorio (il grande rapporto sui diritti nella sanità, a cui partecipano attivamente circa 10.000 persone, è del 1991). La crisi della finanza pubblica (1992-93), all’epoca unica fonte di finanziamento, mette in seria difficoltà il Movimento e ne rallenta le attività per diversi anni. In questo periodo il Movimento cambia il termine che connota la sua natura, da "politico" a "civico": non si mette in discussione l'identità, ma si marca la differenza da una politica ufficiale percepita come sempre più distante dall’azione dei cittadini.

          • Quella che si apre attorno al 1998 può essere considerata la fase della maturità, nella quale il Movimento potenzia le proprie attività, sia estendendo i suoi campi di azione ai servizi di interesse generale, ai diritti dei consumatori, alla giustizia, alla scuola, sia sperimentando forme più sistematiche di tutela, come i servizi Pit. Ma è anche il periodo in cui si prende atto di un pericoloso squilibrio tra le responsabilità che il Movimento porta e le risorse umane in esso coinvolte. Viene così elaborata e realizzata, tra non poche difficoltà, la riforma che porterà alla costituzione delle Assemblee territoriali della cittadinanza attiva, all'elezione di nuovi congressi regionali e nazionale e alla raccolta di circa 50.000 adesioni complessive al Movimento. Una più forte dimensione territoriale si affianca così al tradizionale approccio "a rete" del Movimento. Attività come quelle che riguardano il Sud Europa, la cittadinanza d’impresa o la qualità del servizio giustizia, che arrivano a maturazione in questo periodo, rendono l’idea di un Movimento che, nel mondo della cittadinanza attiva, ha soprattutto il carisma dell'innovazione.

          • Nel giugno 2000 viene celebrato a Chianciano il Congresso nazionale che sancisce la nuova struttura del Movimento e decide il mutamento del nome in Associazione "Cittadinanzattiva". È sempre di quest’anno la redazione del Manifesto sulla cittadinanza d’impresa a cui hanno aderito un gruppo di imprese partner, entrate poi nel “Gruppo di Frascati per la Rsi”. Tra le iniziative più importanti realizzate vi è la presentazione italiana del Global compact proposto da Kofi Annan, la realizzazione di seminari internazionali annuali, il coinvolgimento delle imprese in programmi di responsabilità sociale (come Unicredit sull’analisi civica e la modifica dei contratti bancari o Pfizer, alla luce dello scandalo verificatosi in alcune regioni nel 2003, nella revisione del rapporto informatori farmaceutici/medici). Cittadinanzattiva si è sempre riconosciuta in un contesto europeo. Non pochi dei suoi progetti e programmi sono nati con il sostegno della Commissione Europea, dalle attività di formazione alla nascita di PiT servizi sul territorio. L'impegno per l'affermazione della cittadinanza europea fa parte integrante della sua missione. Per questo nel 2001 prende avvio Active citizenship network, programma europeo che collega 70 organizzazioni di 28 paesi. Acn in pochi anni di attività, ha realizzato alcune importanti iniziative come la Carta europea dei diritti del cittadino malato, il suo monitoraggio in 13 Paesi e il rapporto sui cittadini per la "Nuova Europa" che ha permesso di mettere a punto un'agenda sulle politiche dei cittadini in Europa.

          • Nel 2002 si costituisce il Comitato “Quelli del 118”, composto da 17 organizzazioni, animate dalla volontà di promuovere ed applicare l’art. 118 della Costituzione; è grazie a questa alleanza, e al Gruppo di Frascati, che nel 2003 viene promossa la campagna “Obiettivo barriere”, che porterà in un anno all’abbattimento di 118 barriere architettoniche per mano degli stessi cittadini. Sarà sempre questo gruppo a dare vita con Cittadinanzattiva alla I Convenzione della sussidiarietà, “L’Italia dei beni comuni”. Sempre in questo anno nasce la “Fondazione per la cittadinanza attiva”, con lo scopo di sostenere lo sviluppo dell’attivismo civico attraverso la ricerca sociale, la formazione avanzata, il dialogo culturale e la mobilitazione delle risorse. La Fondazione condivide le finalità di Cittadinanzattiva e ne sostiene la crescita.

          • Nasce infine nel 2003 “Consumatori indipendenti” il raggruppamento di cinque importanti associazioni di consumatori (Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento difesa del cittadino, Movimento consumatori e Unione nazionale consumatori), accomunate dalla volontà di costruire un consumerismo “da cittadini”, indipendente nell’iniziativa e nei giudizi da partiti, sindacati e aziende; assolutamente autonomo rispetto agli schieramenti elettorali. Una delle ultime novità nella storia di Cittadinanzattiva è il coinvolgimento dei giovani del servizio civile volontario, avviatosi nel 2003 con il progetto “Sicuri si diventa” sulla sicurezza domestica a Roma. Oggi sono circa in 120 a collaborare con le sedi di Cittadinanzattiva e parte di essi ha proseguito l’impegno anche alla fine del servizio. Nel 2004 si tiene il Congresso nazionale di Riva del Garda, “Al passo con il futuro” che ha registrato l’aumento degli aderenti (da 47.000 a 76.000) e delle assemblee territoriali (da 170 a 235). Il 2004 è stato anche l’anno che ha visto Cittadinanzattiva particolarmente impegnata sul fronte della sussidiarietà e della lotta alla corruzione.

          • Nel 2005 l'impegno di Cittadinanzattiva nella scuola ha dato importanti risultati: alla Giornata nazionale della sicurezza hanno partecipato 10.411 scuole in Italia con il coinvolgimento di 2.386.848 studenti. Anche le iniziative di educazione alla cittadinanza nel mondo della scuola sono cresciute rendendo così l'ambiente scolastico uno dei luoghi privilegiati di impegno civico. Questo è anche l'anno in cui il Tribunale per i diritti del malato compie 25 anni (1980-2005): l'anniversario è stato celebrato su tutto il territorio con l'organizzazione di moltissimi eventi locali.

          • Nel 2006 si svolge a Roccella Jonica (Rc) il Congresso nazionale di metà mandato “Casa nostra! Il ruolo dei cittadini nella lotta per la legalità” che ha avuto come obiettivi principali la verifica del lavoro di due anni, il confronto ed il dibattito sulle politiche della salute, della giustizia, dell’istruzione e dei servizi di pubblica utilità. Il titolo del congresso esprime l’impegno di Cittadinanzattiva nella lotta alla corruzione: la legalità deve passare attraverso l’esercizio di responsabilità da parte della cittadinanza attiva, in una logica sussidiaria.

             

             

             

             

             

             

             

            LA STORIA DEL TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO

             

            Il Tribunale per i diritti del malato (TDM) è un'iniziativa di Cittadinanzattiva, nata nel 1980 per tutelare e promuovere i diritti dei cittadini nell'ambito dei servizi sanitari e assistenziali e per contribuire ad una più umana, efficace e razionale organizzazione del servizio sanitario nazionale. Il TDM è una rete costituita da cittadini comuni, ma anche da operatori dei diversi servizi e da professionisti, che si impegnano a titolo volontario (circa 10.000). Esso opera mediante:

            • circa 350 sezioni locali, presenti su tutto il territorio nazionale, attive negli ospedali e nei servizi territoriali;

            • una struttura centrale, che coordina le attività della rete e promuove le iniziative nazionali;

            • gruppi tematici, a livello nazionale, regionale e locale, collegati a specifici programmi;

            • coordinamenti regionali, di supporto alle reti locali e per la promozione di politiche regionali di tutela dei diritti in ambito sanitario;

            • il Progetto integrato di Tutela - Pit salute - servizio di informazione, consulenza e assistenza ai cittadini sui servizi sanitari e socio-assistenziali, attivo sia a livello nazionale che regionale e locale. I servizi Pit salute raccolgono ogni anno circa 25.000 segnalazioni, che dal 1997 vengono elaborate e pubblicate nell'Annuale Rapporto Pit.

             

            L'attività del TDM è volta alla ricerca delle soluzioni finalizzate a rimuovere situazioni di sofferenza inutile e di ingiustizia, non esclude la protesta pubblica e il ricorso all'autorità giudiziaria, ma privilegia l'esercizio dei poteri di interpretare le situazioni, di mobilitare le coscienze, di rimediare agli intoppi istituzionali e infine di conseguire nel più breve tempo possibile i cambiamenti materiali della realtà che permettano il soddisfacimento dei diritti violati. L'attività è attuata senza fini di lucro. Fanno parte integrante dell'attività del TDM la promozione e la realizzazione di politiche orientate a far valere il punto di vista dei cittadini nella riforma del welfare sanitario. Il TDM, nel quadro del suo obiettivo generale di contribuire al miglioramento, alla qualità e alla umanizzazione dei servizi sanitari, considera propri compiti fondamentali:

            • garantire che ovunque un cittadino abbia necessità di assistenza, consulenza, aiuto per far valere legittime aspettative, esso possa trovare strumenti e opportunità per ottenere la tutela e la protezione dei suoi diritti;

            • promuovere la partecipazione civica, affinché i cittadini stessi siano protagonisti delle azioni di tutela in ambito sanitario, sia mediante l'accoglienza nelle attività del TDM, sia mediante l'apertura di spazi di attivismo civico nell'organizzazione sanitaria.

             

            1980-2010. Trenta anni di tutela dei diritti: le principali tappe nella storia del Tribunale per i diritti del malato:

            • nel 1978 nacque a Roma il Movimento Federativo Democratico, oggi Cittadinanzattiva, e G. Quaranta pubblicò "L'uomo negato", un saggio sulla condizione del malato che in ospedale soffre sia per la malattia che per le disfunzioni del sistema;

            • nel 1979 la signora Maria Grazia C. passa alla storia per aver pronunciato la frase "...perché non accada ad altri..." in una lettera-denuncia per la morte della sua bambina avvenuta in ospedale in condizioni disumane;

            • nel 1980 si formano gruppi di volontari in tutta Italia per lottare contro le sofferenze inutili dei malati. Viene proclamata la prima "Carta dei 33 diritti del cittadino malato", ne seguono altre 89 in tutta Italia;

            • nel 1990 viene realizzato il primo Rapporto sullo stato dei diritti dei cittadini nel servizio sanitario, una indagine civica che ha coinvolto 300 strutture e 25.000 cittadini;

            • nel 1991 parte la campagna "Abbiamo un sogno trasformare gli ospedali italiani in ospedali". Nel 1996 nasce il Pit Salute, il servizio di informazione, consulenza e assistenza per i cittadini alle prese con i problemi della sanità;

            • nel 1997 viene presentato il 1° Rapporto Pit salute alla presenza del Capo dello Stato;

            • nel 2001 nasce l'Audit civico, un programma che permette ai cittadini di essere soggetti attivi nella valutazione della qualità;

            • nel 2002 viene presentata a Bruxelles la Carta europea dei diritti del malato, frutto del lavoro comune con altre organizzazioni civiche di 11 Paesi europei. La carta ha ottenuto riconoscimenti dal Parlamento Europeo, dalla Commissione europea e dal Comitato Economico e Sociale, oltre che dal Parlamento Italiano in una mozione approvata all'unanimità.

             

            Alcune iniziative:

            • 1981 Sit-in in corsia di un gruppo di mamme di bambini ricoverati in ospedale per ottenere l'apertura del reparto ai genitori;

            • 1982 Campagna per il diritto al gioco, con salvadanai nei negozi per raccogliere fondi per comprare giocattoli da donare a Natale ai bambini in un ospedale romano;

            • 1983 Emergenza estate, per mancanza di personale, i volontari si sostituiscono al personale: fanno le pulizie, distribuiscono il vitto, imboccano i malati;

            • 1984 Sciopero della fame dei malati in ospedale per chiedere cibo caldo e di buona qualità, decine di sacchi della spazzatura con il cibo dell'ospedale giungono in direzione;

            • 1987 A Napoli un bambino muore in una camera iperbarica, il Tribunale per i diritti del malato realizza una mappa dei rischi in tutti gli ospedali di Napoli, segnalando impianti difettosi e strutture mal funzionanti;

            • 1988 Inizia una collaborazione con la trasmissione televisiva di Rai2 Diogene che denuncia soprusi e cattiva organizzazione a danno dei cittadini;

            • 1992 L'articolo 14 del D.Lgs. 502/92 definisce finalmente ruolo e poteri della cittadinanza attiva nel suo rapporto con la sanità pubblica;

            • 1998 Prende avvio, dopo l'esplosione della camera iperbarica a Milano, Ospedale sicuro, una delle campagne più efficaci del Tribunale per i diritti del malato sul tema della sicurezza e dei rischi in ospedale;

            • 2001 Viene approvata una legge sulla terapia del dolore (n.12/2001) anche su pressione del Tribunale per i diritti del malato;

            • 2003 Manifestazione in tutta Italia con la affissione di 100 targhe all'ingresso di strutture sanitarie con la scritta: "Il servizio sanitario pubblico appartiene ai cittadini, nessuno è autorizzato a indebolirlo o a cancellarlo";

            • 2006 Con Decreto del Presidente della Repubblica, il Tribunale per i diritti del malato ottiene la Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica;

            • 2008 Un terzo delle aziende sanitarie italiane sperimenta l'Audit civico, una forma di partecipazione dei cittadini alla valutazione della qualità dei servizi sanitari locali/regionali;

            • 2009 18 aprile, Terza Giornata europea dei diritti del malato: coinvolte in Italia 52 città in 17 Regioni;

            • 2010 La celebrazione del Trentennale del Tribunale per i diritti del malato. La Direzione nazionale di Cittadinanzattiva il 16 gennaio 2010 ha dato avvio alla celebrazione del trentennale del Tribunale per i diritti del malato, che ha avuto come fulcro la centralità dei diritti sanciti nella "Carta europea dei diritti del malato", ma anche la storia e la memoria dei cittadini attivi impegnati a tutela della salute in questi 30 anni, facendo attenzione ad alcune parole d'ordine: universalità dei diritti, qualità e sicurezza delle cure, sostenibilità del servizio sanitario.

         

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